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IL TERRITORIO

FRANCAVILLA AL MARE

Dalle origini all’età moderna
Le origini di Francavilla al mare sono racchiuse nel suo stesso nome: “villa”, ovvero villaggio, e “franca”, cioè libera, in riferimento al fatto che la comunità di pescatori e contadini, che in epoca longobarda costruirono il primo vero centro abitativo, era affrancata dalla condizione feudale e godette dell’esenzione dalle tasse per circa dodici anni. La specificazione “al mare” sottolinea il forte legame tra la città e l’azzurro Adriatico sul quale la cittadina si specchia.
La zona era circondata da mura perimetrali con tre porte d’accesso, e difeso da dodici torri. Il porto ed il deposito per il sale, come anche la Fiera dell’assunzione concessa alla Terra di Francavilla, testimoniano una discreta agiatezza economica. Intorno alla metà del XV secolo la città venne colpita dalla peste e poco dopo fu invasa e saccheggiata prima da Frate Monreale di Provenza, poi dal Conte di Lando. Nel 1501 la località fu data in feudo a Costanza d’Avalos ; da ducato divenne principato e passò al principe di Montesarchi. Nel 1602 la famiglia dei Caracciolo, Marchesi di Volturara, l’acquistarono per 25.000 ducati e sei anni dopo divenne proprietà di Di Palma ma alla metà del XVII secolo Francavilla ritornò sotto i D’Avalos che la tennero fino all’abolizione del feudalesimo. Agli inizi del Settecento le fù conferito il titolo di città.

Età Contemporanea
Nel 1865 fu aperta la tratta ferroviaria Ancona-Pescara-Bari e Francavilla iniziò a svilupparsi sulle rive dell’Adriatico con il nuovo quartiere della Marina. Un lungo viale alberato, riche ville disposte a scacchiera sul mare, eleganti alberghi ed il Palazzo Sirena. Francavilla sarebbe presto diventata una rinomatissima località balneare. La località è divenuta meta balneare a partire dal 1873 quando venne costruito il primo stabilimento balneare ma è nei decenni successivi, e in particolare a partire dagli anni ottanta dell’Ottocento che Francavilla acquistò notorietà a livello nazionale, grazie alle capacità e allo spirito di iniziativa di un giovane ma già affermato pittore, Francesco Paolo Michetti.
Costui, trasferitosi nella cittadina adriatica da Chieti, dove risiedeva da qualche tempo, creò infatti, attorno alla sua persona, un vero e proprio cenacolo letterario ed artistico, con sede prima in un suo studio nella Marina, poi in un ex convento francescano, passato al demanio comunale e da lui acquistato nel 1883. Nella fitta rete di amicizie e relazioni del pittore vi erano personalità prestigiose come Gabriele D’Annunzio, Francesco Paolo Tosti, Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao, che, con altri noti artisti e intellettuali abruzzesi (Costantino Barbella, Basilio Cascella, Antonio De Nino, Giuseppe Mezzanotte ed altri) condivisero esperienze di vita e di pensiero, dando vita a un sodalizio che per lunghi anni ebbe, come punto di riferimento, il convento Michetti (sotto tale nome è oggi noto) ed il suo celebre proprietario. Centro culturale di alto profilo, Francavilla (e con essa l’Abruzzo) balzò, in quest’ultimo scorcio di fine Ottocento e nei primi anni del Novecento, alla ribalta nazionale[8]. Con la morte di Francesco Paolo Michetti (1929) si concluse, per la città e la sua regione di appartenenza, un’epoca irripetibile che ancor oggi continua a vivere nell’immaginario collettivo dei francavillesi e di tanti abruzzesi.
Definita la ‘perla dell’Adriatico’ per le sue spiagge limpide, la bellezza del mare, le ville e le numerose strutture a carattere turistico.
Questo breve ma florido momento di fermento culturale da belle epoque sfiorì purtroppo con l’accendersi della Seconda guerra mondiale, durante la quale Francavilla fu in massima parte rasa al suolo dai bombardieri anglo-americani e dalle mine dei tedeschi in ritirata.
Oggi, dell’ antica conformazione urbanistica del Paese Alto non rimangono che poche mura e sei torri medioevali: la Torre d’Argento conservata integralmente, la Torre Di Giovanni, ridotta a poco più di un rudere e la Torre Masci, il Torrione del 1570 e le due torri superstiti, Torre De Monte, e la Torre Rapinesi.
Nell’immediato dopoguerra Francavilla è stata ricostruita in forme moderne e si è notevolmente estesa lungo il litorale, specie verso Nord, fino a fondersi oggi, senza soluzione di continuità, con l’abitato di Pescara.
Ciò che resta dell’ antica francavilla è la sua cultura, la sua gente, il mare, le bellissime spiagge, le colline, il buon cibo e la voglia di tornare grandi.

LUOGHI DI INTERESSE

TORRI MEDIOEVALI
Nonostante le gravi distruzioni prodottesi nel corso del secondo conflitto mondiale, la città conserva alcune torri di origine medievale, sopravvissute miracolosamente ai bombardamenti. Fra queste: Torre d’Argento, situata nella zona della Civitella; Torre Masci, costruita nel 1570 e sita in via Michetti; Torre Ciarrapico, edificata nel 1660.

CHIESE E CONVENTI
Francavilla possiede numerosi edifici sacri dislocati in tutto il territorio comunale, fra cui San Giovanni Battista e San Francesco. Quest’ultimo fu edificato secondo moduli architettonici romanici e borgognoni; al suo fianco è ancora visibile un muro in pietra del 1330 che testimonierebbe la presenza di frati francescani nel luogo.

CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE
La chiesa, realizzata su progetto di Ludovico Quaroni, è costruita su un ampio basamento in pietra sul quale si eleva, altissima, l’unica navata a forma di ottagono irregolare, con una schiacciata cupola a volta. Nell’interno è chiaramente percepibile un gioco di luci, particolarmente intenso al centro della navata, più soffuso lungo l’angusto deambulatorio. L’edificio è stato abbellito dal Cascella, sia esternamente, con una fontana ottagonale e la decorazione della facciata, sia all’interno, con il fregio in terracotta del deambulatorio, le grate delle finestre, il pulpito, il cero pasquale ed i seggi presbiteriali in pietra. La chiesa custodisce inoltre un ostensorio gotico del 1413 ed altri oggetti sacri.

CHIESA DI SAN BERARDINO
La chiesa di San Bernardino, situata nell’omonima contrada, riveste un notevole interesse architettonico: presenta una pianta ellittica, con un interno armonioso dalle forme classiche.

CHIESA DELLA MADONNA DELLE PIANE
Nella chiesa Madonna delle Piane (XVII secolo) si conserva un altare barocco in legno del Seicento.

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA CROCE
La chiesa di Santa Maria della Croce (XV secolo), di scarso valore artistico, è attualmente pericolante e in stato di abbandono.

CONVENTO “FRANCESCO PAOLO MICHETTI”
Noto più semplicemente come Convento Michetti o anche come “Cenacolo michettiano” o “Cenacolo dannunziano”, è divenuto oggi uno dei simboli della città. L’edificio fu eretto nel 1430 dai frati minori dell’Osservanza per poi passare al demanio comunale subito dopo il ricongiungimento dell’Abruzzo al Regno d’Italia. Fu acquistato, nella prima metà degli anni Ottanta dell’Ottocento, da Francesco Paolo Michetti che, dopo averlo radicalmente ristrutturato, vi stabilì la propria residenza e ne fece un centro di incontri e di scambi culturali. Come si è già avuto modo di segnalare, fu frequentato da celebri intellettuali, letterati ed artisti che gli assicurarono una proiezione nazionale ed internazionale. Fra i suoi ospiti più assidui vi furono Gabriele D’Annunzio (da qui il nome di “cenacolo dannunziano” con cui è anche conosciuto), Francesco Paolo Tosti, Costantino Barbella, Basilio Cascella, Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao. Il campanile è in stile orientaleggiante.

DIMORE STORICHE E MODERNE
Francavilla al mare è sempre stata meta di un turismo di estrazione prevalentemente borghese, proveniente in gran parte dal resto dell’Abruzzo e da Roma. Nel suo territorio sono presenti numerose ville e dimore di particolare pregio: Villa Olivella, Villa Terra, Villa Ballone, Villa De Medio.

BELVEDERE
La conformazione territoriale della zona, costituita da colli a ridosso del mare e vallate, offre numerosi punti panoramici da cui poter ammirare la costa e l’hinterland pedimontano a cavallo fra le due province di Pescara e Chieti.

SAN FRANCO
È il belvedere annesso al complesso della Chiesa di Santa Maria Maggiore. Permette una visuale completa della parte nord di Francavilla al Mare e di Pescara sud.

SETTE VENTI
Il belvedere di Setteventi è di recente costruzione, con parchetto annesso. Si trova sulla Collina dei Setteventi. Permette una visuale della riviera sud di Francavilla al Mare e del vicino promontorio di Ortona.

STRUTTURE ESPOSITIVE
Nel 1998, presso la struttura dell’ex Palazzo comunale, è stato inaugurato Il Museo “Francesco Paolo Michetti”, dove sono custodite due tra le più famose tele del pittore: Le Serpi e Gli Storpi. Oggi la struttura ospita importanti eventi legati al mondo dell’arte pittorica.

TORRE CIARRAPICO
Torre medioevale utilizzata per ospitare mostre ed eventi.

FRANCAVILLA AL MARE

COSTA DEI TRABOCCHI

La Costa dei Trabocchi, che si estende lungo l’Adriatico da Francavilla a Vasto, è ormai famosa nel mondo e costituisce motivo d’orgoglio per tutti gli abruzzesi.

Da sempre essi fanno a gara a esaltarne le caratteristiche facendo appello a una cultura millenaria, che spazia da un patrimonio ambientale e storico-artistico di pregio a un’enogastronomia d’eccellenza, fiore all’occhiello del Made in Italy.

I trabocchi sono strane e complesse macchine da pesca, issate su palafitte e sorrette quasi miracolosamente da una ragnatela di cavi e assi. Non hanno una forma stabile ma, nelle loro parti essenziali, consistono in piattaforme, composte da tavole e travi non completamente connesse, elevate su primitivi pilastri conficcati sul fondo del mare o su scogli, e congiunte alla vicina riva da esili passerelle. Dalle piattaforme si staccano le antenne, che sostengono le reti per mezzo di un complicato sistema di carrucole e funi.

Qui sopravvivono, alla cementificazione in corso, gioielli di rara bellezza dai nomi accattivanti: Cungarelle, Trave, Casarza, S. Nicola, Canale, Vignola, Punta Penna, Libertini, Punta Aderci, Mottagrossa, Fosso Canale, Punta Cavalluccio, Pesce Palombo ecc., dove ancora è possibile immergersi in una natura rigogliosa tra orti e pinetine che sfiorano spiaggette rocciose presiedute dai primitivi trabocchi dei pescatori o godere di viste mozzafiato.

(Fonte: Wikipedia )

LA MAJELLA

La Montagna della Majella, Padre dei Monti per Plinio il Vecchio, Montagna Madre per gli abruzzesi, alto, imponente, selvaggio, gruppo montuoso, fa parte, di diritto, del patrimonio mondiale dei Parchi Nazionali. Geograficamente costituito da quattro grandi individualità orografiche – la Majella propriamente detta, ampio e compatto massiccio calcareo, il Morrone, il Porrara e i Monti Pizzi, con le valli e i piani carsici che fra esse si interpongono – è un Parco Nazionale che per posizione geografica, per asprezza, vastità, e imponenza, per il rigore e la mutevolezza climatica, è sicuramente unico nel suo genere e racchiude al suo interno, in vaste aree (widelands), che presentano aspetti peculiari di natura selvaggia (wildland), la parte più pregevole e rara del patrimonio nazionale di biodiversità, di importanza europea e mondiale.

(fonte: www.parks.it)

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